Il Percorso degli Dei: scopri i miti di Ischia
📍 38 KmMedia / Medium

Il percorso
38 km tra vulcani, rovine greche e borghi senza tempo: il giro dell'isola che unisce la storia più antica del Mediterraneo al piacere di pedalare in silenzio
Ci sono isole che si visitano e isole che si vivono. Ischia appartiene alla seconda categoria, ma solo se scegli di muoverti nel modo giusto. Il Percorso degli Dei è un itinerario circolare di 38 chilometri che tocca i luoghi più carichi di storia e di bellezza dell'isola, seguendo un filo narrativo preciso: quello dei miti greci che per millenni hanno dato un nome alle rocce, al fumo del vulcano, al mare che cambia colore ogni ora.
Il nome non è casuale. Ischia era Inarime per i Romani, Pithecusae per i Greci — la prima colonia ellenica del Mediterraneo occidentale, fondata intorno al 770 a.C. Qui Zeus aveva incatenato Tifeo sotto la terra. Qui i navigatori micenei si fermavano prima di proseguire verso occidente. Percorrere quest'isola significa attraversare strati di storia che si sovrappongono come le rocce vulcaniche: ogni curva nasconde qualcosa.
Il percorso si sviluppa in senso orario partendo da Ischia Porto, sale verso il versante nord attraverso Casamicciola e Lacco Ameno, raggiunge il punto più spettacolare del promontorio di Sant'Angelo a sud, e torna lungo la costa orientale fino al Castello Aragonese. Non è un percorso impegnativo — il dislivello è moderato e quasi tutto concentrato nella salita verso Serrara Fontana — ma è abbastanza lungo da richiederti di partire con calma e di non avere fretta. E non avere fretta, su quest'isola, è esattamente la condizione giusta.
Un'e-bike o uno scooter elettrico sono la scelta naturale per questo itinerario: silenziosi quanto basta per sentire il vento tra i vigneti, abbastanza agili da fermarsi dove vuoi, e alimentati da energia pulita che si abbina bene all'idea di attraversare un paesaggio che ha tremila anni di storia da proteggere. Con EGO Rent Ischia puoi noleggiare il mezzo direttamente al porto all'arrivo dei traghetti, e partire subito.
Il percorso è segnalato ma non sempre in modo continuativo: ti consigliamo di tenerlo aperto su Google Maps o su Komoot, e di non affidarti solo ai cartelli. Le strade sono tutte asfaltate e percorribili senza difficoltà tecniche. Porta con te acqua, una felpa per la salita verso Serrara (anche d'estate la quota si sente) e la voglia di fermarti ogni volta che qualcosa ti colpisce — perché succederà spesso.
Tappe del percorso
1Lacco Ameno e il Vaso di Nestore: dove tutto è cominciato
La prima tappa porta a Lacco Ameno, il comune più piccolo d'Italia per estensione e uno dei più straordinari per densità di storia. Qui, nel 1954, sulla spiaggia di Santa Restituta, gli archeologi portarono alla luce il Vaso di Nestore: un frammento di ceramica con tre versi in alfabeto greco arcaico, datato tra il 740 e il 720 a.C. È considerato uno dei più antichi testi poetici d'Europa, e si trova ancora oggi al Museo Archaeologico di Villa Arbusto, a pochi minuti a piedi dal lungomare. Fermati al museo prima di ripartire. Non ci vuole più di un'ora, e ti darà una chiave di lettura per tutto il resto del percorso: capirai che l'isola su cui stai pedalando è stata abitata, amata e raccontata da tremila anni, e che ogni sasso sotto le ruote del tuo mezzo ha qualcosa da dire.
2Serrara Fontana e il cratere dell'Epomeo: il respiro di Tifeo
La salita verso Serrara Fontana è il momento più impegnativo del percorso e il più ricompensante. Man mano che si sale, il paesaggio cambia: i vicoli dei borghi lasciano spazio ai vigneti, poi ai castagni, poi alle rocce verdi di muschio e alle fumarole che salgono dal sottosuolo. Siamo nel cuore del Monte Epomeo, il vulcano dormiente che i Greci identificavano come la prigione di Tifeo, il mostro primordiale sconfitto da Zeus. A Serrara, lascia il mezzo e prendi il sentiero a piedi fino alla vetta — ci vogliono circa trenta minuti. Dalla cima, quando il cielo è limpido, si vede il Vesuvio, le isole Flegree, il profilo di Napoli. Si vede tutto il golfo. È uno di quei panorami che rimangono. Scendendo verso Sant'Angelo, il borgo marinaro aggrappato alla scogliera sul versante sud, il senso di aver attraversato qualcosa di antico è impossibile da ignorare.
3Ischia Ponte e il Castello Aragonese: dove il mito diventa pietra
L'arrivo al Castello Aragonese chiude il percorso nel modo più scenografico possibile. Lo scoglio su cui si erge era già un luogo sacro per i Greci che sbarcavano a Pithecusae — uno di quei posti che ogni civiltà, passando, ha sentito il bisogno di segnare con la propria presenza. Normanni, Angioini, Aragonesi, monaci, prigionieri, poeti: tutti hanno lasciato qualcosa su questa roccia. Vale la pena visitare l'interno del castello, in particolare il Museo del Castello e la Chiesa dell'Immacolata. Se hai ancora energia — e con un'e-bike di solito ce n'è — concludi il pomeriggio a Ischia Ponte, il borgo antico alle spalle del castello, con le sue strade strette, i profumi di limone e salmastro, i ristoranti sul mare. Poi riconsegna il mezzo a EGO Rent e porta a casa il ricordo di un'isola che non smette mai di sorprenderti.
Ego Rent Ischia